Montagnana, piccolo comune della provincia di Padova, è nota nel territorio per la peculiare caratteristica di essere una città murata; le attuali mura rappresentano uno degli esempi più insigni e meglio conservati di architettura militare medioevale in Europa. Difatti, esse risalgono addirittura alla metà del 300 e devono la propria esistenza ai Carraresi, signori di Padova che ampliarono e rafforzarono l’area, per renderla degno centro di frontiera dello stato padovano contro la Verona degli Scaligeri. Oltre ad allargare quindi lo spazio urbano di Montagnana, i Carraresi fecero trasportare blocchi grezzi di trachite dai vicini colli Euganei, mescolandoli a mattoni e scaglie di pietra calcarea, per edificare strati sovrapposti di cinta muraria, andando a fortificare così la città in un quadrilatero irregolare con un’area di circa 24 ettari e un perimetro di circa due chilometri. Le mura, con fondamenta che si spingono sotto al suolo per un paio di metri, furono erette tra i 6,5 e gli 8 metri, con uno spessore di quasi un metro, e coronate da merli di tipo guelfo, che quindi non presentavano il caratteristico incavo a “coda di rondine” dei merli ghibellini; tra un merlo e l’altro, furono inserite delle ventole in legno che servissero a riparare i difensori da eventuali attacchi nemici, facili da aprire e richiudere rapidamente se necessario, ad esempio per lasciar cadere pietre o liquidi bollenti sugli assalitori. Le feritoie erano invece poste ad altezza diversa, per avere agio di usare l’arco e la balestra, colpendo obiettivi lontani o immediatamente sotto gli spalti. Lungo la città murata di Montagnana sorgevano ben 24 torri perimetrali, alte tra i 17 e i 19 metri, distanziate di circa 60 metri l’una dall’altra; nelle torri, a più piani e coperte da un tetto spiovente defilato sotto la piazzola munita di macchina da lancio, trovavano sede magazzini per le provviste ed alloggiamenti per i militi posti a guarnigione della fortezza nei momenti di emergenza bellica. Insomma, una vera e propria area inespugnabile, attrezzata e curata nei minimi particolari, come ogni città medievale degna di essere denominata tale; infatti, all’interno delle mura, oltre ad essere stati allestiti luoghi appositi per la custodia dei beni prodotti nelle campagne, si era creato un pomerio coltivato per fronteggiare lunghi assedi. Attorno alla città murata correva un ampio fossato, di dimensioni tra i 30 ed i 40 metri, allagato con l'acqua del fiume Frassine, che fungeva da vallo difensivo. In ogni caso, l’accesso all’area di Montagnana non era dei più semplici, vista la presenza tutt’attorno al territorio di zone paludose intransitabili e di plaghe inondabili in caso di guerra. Inoltre, la città murata era attorniata da quattro fortificazioni avanzate, ora scomparse, che la proteggevano ulteriormente da tentativi di espugnazione, tant’è che per secoli essa rimase immacolata da qualsiasi attacco. L’ingresso stesso alla città era fortemente controllato, giacché avveniva in un primo momento solo attraverso le due porte fortificate del Castello di S. Zeno e della Rocca degli Alberi; in un secondo momento invece divenne possibile accedere anche attraverso Porta Nova, aperta nel 500, e da un quarto varco risalente all’800. Indubbiamente, visto che le manomissioni sono state poche e poco evidenti
fra le città murate del Veneto, Montagnana è la città murata che meglio ha saputo conservare la sua cinta medievale.

Montagnana, la città murata
Abbiamo scritto: Montagnana - Bed and Breakfast -
http://www.villabettini.it/it/montagnana.php
Links Consigliati: Montagnana
Piazza D.Alighieri, 231 - Canda
![]()
![]()
+39 329-2351351
+39 392-0851975
+39 0425-22202