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Ghetto di Padova

Il ghetto di Padova nasce tra il 1601 ed il 1603 come risposta all’esigenza di gestire la numerosa comunità ebraica, che già nel ‘500 contava ben tre sinagoghe in città; in realtà, la presenza degli ebrei a Padova ebbe inizio nel ‘300, per poi aumentare notevolmente nei tempi a seguire, giacché gli ebrei che rifiutavano di convertirsi venivano cacciati dalla Spagna e dal Portogallo. Padova era una città aperta agli stranieri: basti pensare che la stessa Università era l’unica in Europa ad accettare studenti ebrei, e, pur non essendo ammessi alle corporazioni di Arti e Mestieri, gli ebrei potevano esercitare l’usura e il piccolo commercio dell’usato. Si rese tuttavia necessaria la delimitazione del ghetto proprio a causa del problema di gestire permessi e divieti di soggiorno: la comunità ebraica fu concentrata tra le vie dei Fabbri, Urbana, Sirena, dell'Arco fino al Volto degli Ebrei e Spirito Santo. Per impedire agli ebrei di uscire dopo le due di notte, il ghetto di Padova era chiusa da quattro porte sorvegliate, le cui cardini sono ancora visibili vicino alla chiesa di S. Canziano e sulla parete di un edificio, all'incrocio di via S. Martino e Solferino con via Roma. Il ghetto di Padova rimase effettivamente operante fino al 1797, quando fu abolito dai decreti napoleonici; ancora oggi il quartiere mantiene comunque intatte le connotazioni originarie, con le sue abitazioni “a campanile”, molto sviluppate in altezza, costruite con materiale di recupero; sotto gli antichi portici, si susseguono negozi di antiquariato e stoffe, librerie e botteghe, che in passato erano nidi di fermenti sociali e culturali, e davano vita al ghetto di Padova. Lungo via delle Piazze sorge inoltre l’ex Sinagoga Grande, che fu attiva dal 1682 al 1943, quando fu distrutta da un incendio; venne poi restaurata nel 1998, e da allora è un prestigioso centro culturale, sede di eventi e mostre. Ad oggi, una delle zone più caratteristiche della città, anche perché vanta numerosi locali, particolarmente frequentati dai giovani, che lo mantengono ricco della sua tipica vitalità, è proprio il ghetto di Padova.

Vedi anche: I monumenti di Padova - Padova, la città del Santo
Basilica di Sant'Antonio - Palazzo del Bo a Padova - Cappella
degli Scrovegni
- Ghetto di Padova - Ghetto di ferrara

ghetto-di-padova


Il ghetto di Padova



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